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10 Mar 2010 in Italia sono le ore 14:22
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Storia Il Museo Concorso Premi "Faenza"

LA CERAMICA

Faenza, terra d'arte

La notorietà di Faenza come "terra d'arte" e luogo privilegiato della produzione ceramica, risale al XII secolo.
La sua stagione artisticamente più significativa viene raggiunta durante il Rinascimento, inaugurando una serie di tipologie tecnologiche e decorative che costituiranno il nucleo della tradizione delle "faenze" note in tutto il mondo.
Nel corso del tempo, questa tradizione di e' consolidata ed ha permesso agli artigiani ed agli artisti di Faenza di dare vita a originali relazioni con il mercato, con l'industria, con il design.
Una tradizione che risulta dunque vitale anche per la Faenza dei nostri giorni.

PROFILO STORICO DELLA CERAMICA

Età Medioevale - Fase arcaica

Faenza ha una secolare tradizione ceramistica. La città, infatti, per la natura del terreno pieno di argille atte ad essere forgiate e per la posizione geografica che ne faceva un punto di incontro tra la cultura padana e quella toscana, seppe costituirsi come centro ceramico di primaria importanza nel medioevo.
I vasai di questa città, di fronte alle necessità di dare all'oggetto di argilla grezza o biscotto, un rivestimento bianco che permettesse loro di valorizzare la decorazione, svilupparono e perfezionarono nel corso dei primi secoli dopo il mille, su forme semplici e quasi sempre subordinate ad esigenze di uso pratico e domestico (piatti, ciottole, boccali) due particolari procedimenti tecnici di rivestimento dei manufatti: la smaltatura (bianco vetrosa) e l'ingobbiatura (bianco terrosa).
Le superfici così rivestite vennero decorate grazie ad appositi strumenti quali il pennello, con motivi principalmente vegetali (fiori, palmette), faunistici (pesci, uccelli fantastici) ed araldici.

Il Rinascimento - Stile Severo

Passato il periodo medioevale o fase arcaica, le ceramiche di Faenza, specialmente quelle smaltate (maiolica) si perfezionarono sia nella bianchezza e rivestimento, sia nella gamma cromatica, grazie all'adozione di nuovi colori quali un giallo intenso ed un turchino (blu) brillante.
La produzione delle botteghe faentine nel Rinascimento può essere distinta in due momenti principali.
Nel primo periodo si osserva un ritorno ai motivi decorativi della fase precedente ed in particolare a ornati derivanti dal mondo bizantino e dalla cultura araba.
Nel secondo periodo si affiancano temi goticheggianti e ornati di origine medio ed estremo orientale.
A partire dalla fine del 400 si manifesta un progressivo abbandono dei temi sopra descritti ed a un trapasso ad un linguaggio artistico più complesso e prettamente italiano.
Sulle maioliche compaiono ornati tipicamente rinascimentali, come fiori quadripetali, rosette, ovoli e soprattutto prende sempre più campo la figura umana dove si osservano creazioni con decorazioni di rappresentazioni bibliche, mitologiche e storiche. I maiolicari faentini si aprono anche a nuovi e sofisticati traguardi tecnici: inventano la maiolica grigio-azzurra "Berettino" sulla quale si dispongono motivi decorativi come "grottesche", trofei d'armi antiche, festoni di foglie e frutta, ecc. E' il cosiddetto stile "Bello".
Questo slancio creativo nel campo ornamentale della maiolica faentina giunge nel periodo compreso tra il 1530 e il 1580 ad esiti insuperabili; su forme sbalzate e modellate si dispongono decorazioni assai articolate, quasi a coprire integralmente le superfici degli oggetti: è il trionfo dello stile "Fiorito", in cui troveranno impiego con ulteriori sviluppi, i motivi del precedente stile bello e soprattutto la decorazione "a raffaellesche".
Tuttavia, attorno alla metà del 16° secolo, i maiolicari imprimono una svolta sostanziale allo stile dei loro prodotti, con la realizzazione di manufatti comunemente denominati "Bianchi" o di stile "Compendiario".
La favolosa policromia del periodo precedente si riduce ad un turchino più o meno diluito ed a un giallo di due toni (chiaro e arancio).
Ne consegue inoltre una maggiore valorizzazione degli oggetti ed a un impreziosirsi delle forme e superfici assieme ad una grande levità e delicatezza degli ornati.
Si nota inoltre che accanto a forme usuali (piatti ciotole) appaiono oggetti dalle forme mosse e stravaganti, ispirati in gran misura agli argenti e ai bronzi.
Queste superfici vengono rivestite con uno smalto che assume tonalità di bianco molto calde e la decorazione di compone per lo più di semplici figurette, putti, stemmi nobiliari e di ariose coroncine di foglie e fiori.
Lo Stile Compendiario ebbe una tale fortuna da indurre i maestri faentini ad allargare i loro mercati verso paesi esteri, soprattutto in Francia, Olanda e nell'Europa Orientale, dove questi prodotti assunsero la denominazione di "Faience" che tuttora si adotta per indicare i prodotti ceramici maiolicati.
Di rilevante importanza in questo contesto è la Fabbrica Ferniani che segnerà e promuoverà una cospicua parte della produzione ceramica faentina.
Infatti è proprio la Fabbrica Ferniani che, grazie all'assunzione di nuove tecnologie, studia e applica la tecnica del "piccolo fuoco" e adotta un nuovo tipo di prodotto ceramico di provenienza inglese, la terraglia.
Con la tecnica del "piccolo fuoco" si apre la possibilità di arricchire maggiormente la gamma dei colori sino ad allora adottati.
I colori che eccelsero furono il verde brillante e trasparente su tracciato nero manganese che danno vita al cosiddetto stile "Comerio".
La terraglia invece verrà introdotta dal 1778 da valenti scultori per realizzare gruppo plastici a tutto tondo di soggetto mitologico e vasellame con ornati a rilievo.
Verso la fine del secolo appaiono sui servizi nuove e delicate decorazioni come la foglia di vite, il festone e la ghianda.
Nel 19° sec. a Faenza riprende la tradizionale decorazione a gran fuoco tendendo a recuperare le tecniche degli antichi maestri del Rinascimento e a rivalutare temi classici come la decorazione "a raffaellesche".

La ceramica di Faenza nel 20° secolo.

La ceramica di Faenza attraversò un periodo critico alla fine del 19° secolo per la chiusura di molte manifatture.
In quegli stessi anni si avviava una ripresa culturale artistica e produttiva in Faenza.
Si possono considerare come esempio l'Esposizione per celebrare il terzo centenario della nascita del faentino "Evangelista Torricelli", inventore del barometro e la nascita del Museo Internazionale delle Ceramiche per opera di Gaetano Ballardini. Lo sviluppo delle manifatture ebbe però un'altra battuta di arresto per la crisi finanziaria che coinvolse le Fabbriche Riunite di Ceramica, società che raggruppava con una gestione unica le imprese ottocentesche.
Le Fabbriche Riunite cambiarono varie volte ragione sociale e proprietario, proseguendo l'attività per anni.
La soluzione al problema della crisi della ceramica venne risolto grazie ai progetti di Gaetano Ballardini che, accanto alla fondazione del Museo, fondò la Scuola di ceramica per l'avvio alla professione.
Dalla scuola uscirono professionisti di alto valore che andarono ad incrementare l'artigianato locale e la ceramica d'arte. Molti fra essi divennero personaggi di rilevante importanza per la produzione di ceramica in tutta Italia.

a cura di Carmen Ravanelli Guidotti

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MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE

Faenza è in tutto il mondo sinonimo di ceramica. Già cinque secoli fa le manifatture faentine erano diventate un riferimento fondamentale per la produzione ceramica europea.
Basti pensare che il termine "faenza-faience" è in alcune regioni d'Europa utilizzato come sinonimo di maiolica.
Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, è così diventato un importante centro di documentazione per la ceramica di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità classica fino ai giorni nostri.
Il Museo è attualmente interessato da un ampio processo di trasformazione che, grazie all'aumento degli spazi espositivi, permetterà una più razionale e comprensibile presentazione delle opere al pubblico.
Il percorso prende avvio con le ceramiche precolombiane, proposte con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono quelle dell'antichità classica - dalla preistoria all'epoca romana - e quindi i manufatti provenienti dall'Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea) e dal Medio Oriente.
Al piano superiore del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione delle ceramiche di Faenza dal Basso Medioevo al Rinascimento, che può essere messa a confronto con la produzione del Rinascimento Italiano, ripartita per le varie regioni. Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica italiana dal Seicento all'Ottocento mentre, negli spazi espositivi creati ex novo, si può ammirare una selezione di prodotti delle principali manifatture europee.
Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto ancora oggi si produce nel settore.
Ecco allora i vasti spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle opere dei Premi Faenza, un concorso che si celebra dal 1938.
La sezione accoglie anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come Picasso, Matisse, Rouault, Léger, Chagall, Leoncillo, Fontana, Burri, Martini, Melotti, Nespolo, Baj, Arman, Matta. Infine, nella nuova sala conferenze, il visitatore può accedere a una multivisione sulla genesi del Museo.

Testi del M.I.C.

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Il Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte

Il Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte è nato nel 1938 sulla scia della tradizione secolare che Faenza ha sempre avuto nel campo della ceramica.
Ha rappresentato soprattutto l'applicazione corretta di alcuni principi fondamentali quali la valorizzazione, il rinnovamento e il potenziamento della ceramica sotto l'aspetto artistico e funzionale nonché sotto l'aspetto di nuove ricerche, nuove esperienze tecniche nel settore delle terre, degli smalti e delle cotture.
Ecco quindi l'importanza del concorso visto non solo come sviluppo della ceramica tradizionale, ma soprattutto come esperienza nuova, nuovo modo di avvicinarsi alla ceramica e di plasmarla.
La ceramica quindi come espressione, come arte e certamente non minore; la ceramica come mezzo per andare alla ricerca di un diverso modo di essere e divenire.

Liberamente tratto da "Premi Faenza" al Concorso Internazionale della ceramica d'arte

Faenza in tutti i tempi ha sentito la necessità di far conoscere i prodotti del proprio artigianato per mezzo di manifestazioni che servissero a propagandarne la qualità artistica e funzionale.
Nacquero così, già nei tempi medioevali le fiere (primaverili o autunnali) a ricordo delle quali rimane l'antica Via Fiera.
Nella seconda meta' del cinquecento la fiera fu limitata ad un periodo di 8/10 giorni occupando l'intera area dell'attuale Piazza del Popolo. In appositi padiglioni venivano esposti i prodotti locali e forestieri per essere venduti ad una folla proveniente dalla Romagna e dalle regioni vicine.
La fiera si svolse in questo modo fino alla fine del settecento, mentre nell'ottocento la fiera ebbe dei periodi di alterna fortuna. La più' grande delle esposizioni del passato fu quella del 1908, in occasione della nascita del grande scienziato cittadino di Faenza, Evangelista Torricelli.
Questa eccezionale manifestazione commerciale, agricola, industriale ed artistica si protrasse dall'agosto all'ottobre del 1908 e fu allestita in appositi padiglioni costruiti con strutture provvisorie lungo il viale della stazione ferroviaria e utilizzando anche i locali dell'odierno Museo Internazionale delle Ceramiche.
Da allora non si ebbe più' una mostra o fiera importante fino al 1931, quando si costituì un comitato civico per far risorgere una manifestazione fieristica dedicata prevalentemente all'artigianato faentino.
Queste prime manifestazioni furono chiamate "Settimane Faentine" ed erano fiere in cui si mettevano in mostra prodotti industriali, attrezzature agricole e manufatti artigianali di ogni genere, includendo anche quelli del settore artistico, ceramiche comprese.
Comparvero cosi' le prime sezioni dedicate all'artigianato ceramico locale che, col passare degli anni, aumentarono di importanza, partecipandovi anche ceramisti di paesi vicini, tanto da indurre il comitato della settimana faentina a creare un settore specifico dedicato alle mostre ceramiche, estendendo la partecipazione a tutti i ceramisti italiani. Le mostre della Settimana Faentina divennero cosi' bipolari con un settore ceramico a cui fu dedicato più vasto e distinto spazio indipendente da quello degli altri prodotti artigianali. Nel 1938 si comincio' pertanto a bandire su scala nazionale il "Premio Faenza" a tema e il primo tema fu quello del vaso ornamentale.
La scelta del premio a tema venne presto abbandonata in quanto molto limitativa . Fu lasciata ai ceramisti libertà di scelta dei soggetti a concorso e la mostra venne suddivisa in due settori: una parte per i partecipanti al Premio Faenza riservato a prodotti ceramici di notevole qualità e dimensione, e un'altra parte dedicata ai prodotti artigianali concorrenti a premi minori riservati a generi diversi.
Si ottenne ben presto un notevole incremento di partecipanti compresi i più modesti artigiani che potevano esporre liberamente i loro manufatti purché fossero rivestiti con smalti o vernici cristalline, rimanendo escluse le semplici terrecotte.
A partire dal 1938 la mostra venne allestita nei locali dell'attuale museo delle ceramiche.
In quei locali il concorso internazionale delle ceramiche ebbe crescente sviluppo e successo fino al 1942, cioé fino all'ultimo anno in cui fu possibile realizzarlo in pieno periodo bellico.
Solo nel 1946 si poté riprendere l'organizzazione del concorso.
Fu una ripresa incoraggiante tanto da decidere di costituire un comitato ed una segreteria permanenti che potessero lavorare a tempo pieno per tutto l'anno all'organizzazione e realizzazione della ormai tradizionale manifestazione ceramica faentina. Dal 1960 il concorso e le mostre collaterali ebbero quindi una nuova organizzazione con la costituzione di un comitato tecnico, rinnovabile ogni due anni, la cui presidenza era tenuta dal sindaco.
Nel 1963 il concorso e' divenuto internazionale e, dal 1989, ha assunto cadenza biennale. (….) il nucleo predominante e fondamentale delle varie manifestazioni ceramiche faentine e' rimasto il concorso internazionale delle ceramiche e resta tuttora, se non l'unico, sicuramente il più qualificato del mondo.

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Elenco dei premi "Faenza" dal 1938 ad oggi

elenco dei premi "Faenza" dal 1938 ad oggi

1938 Pietro Melandri Faenza Italia
1939 Pietro Melandri Faenza Italia
1941 Emilio Casadio Faenza Italia
1942 Giuseppe Marzullo Faenza Italia
1946 Angelo Biancini Castelbolognese Italia
Anselmo Bucci Faenza Italia
1947 Guido Gambone Avellino Italia
1948 Guidi Gambone Avellino Italia
1949 Anselmo Bucci Faenza Italia
Guido Gambone Avellino Italia
1952 Antonio Scordia Roma Italia
Guerrino Tramonti Faenza Italia
1953 Salvatore Meli Ragusa Italia
Carlo Zauli Faenza Italia
1954 Leoncillo Leonardi Spoleto Italia
1955 Carlo Negri Rimini Italia
Guerrino Tramonti Faenza Italia
1956 Germano Belletti Faenza Italia
Gian Battista Valentini Pesaro Italia
1957 Angelo Biancini Castelbolognese Italia
1958 Carlo Zauli Faenza Italia
1959 Guido Gambone Avellino Italia
1960 Guido Gambone Avellino Italia
1961 Gian Battista Valentini Pesaro Italia
1962 Carlo Zauli Faenza Italia
1963 Fulvio Ravaioli Faenza Italia
Pompeo Pianezzola Italia
1964 Leoncillo Leonardi Roma Italia
Rogier Van De Weghe Belgio
1965 Berndt Friberg Svezia
1966 Wilhelm E Elly Kuch Norimberga
1967 Eduard Chapallaz Svizzera
1968 Hilkka Lisa Ahola Finlandia
1969 Vlastimil Kvetensky Cecoslovacchia
1970 Goffredo Gaeta Faenza Italia
Ivo Sassi Faenza Italia
1971 Panos Tsolakos Grecia
1972 Yasuo Hayashi Kyoto Giappone
1973 Wilhelm E Elly Kuch Norimberga
1974 Georges Blom Belgio
1975 Colin Pearson Gran Bretagna
1976 Alfonso Leoni Faenza Italia
Paul Donhauser U.S.A.
1977 Gian Battista Valentini Pesaro Italia
1978 Mirko Orlandini Ancona Italia
1979 Maria Teresa Kuczynska Polonia
1980 Guido Mariani Faenza Italia
1981 Michel Kuipers Olanda
1982 Aki Matsui Toshio Osaka
1983 Jo-Anne Caron-Devroey Belgio
Emidio Galassi Faenza Italia
1984 Giuseppe Lucietti Bassano Del Grappa Italia
1985 Sueharu Fukami Germania
Non Assegnato
1987 Franz Stähler Germania
1989 Enrico Stropparo Italia
1991 Svetlana Nikolaevna Pasechnaya C.S.I.
1993 Tjok Dessauvage Belgio
Aldo Rontini Faenza Italia
1995 Ken Eastman U.K.
1997 Michael Cleff Germania
1999 Torbjørn Kvasbø Norvegia


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